Edoardo Monaco, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con lode, da oltre dieci anni porta avanti la ricerca medica presso il Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche e Medicina Traslazionale di Sapienza Università di Roma, dedicandosi a livello clinico e universitario principalmente alla chirurgia del ginocchio e in particolare alla chirurgia artroscopica.

Dirigente medico strutturato presso l’ospedale Sant’Andrea, insegna in diversi corsi di laurea e presso il Master in Traumatologia dello Sport del Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche e Medicina Traslazionale. Abbiamo parlato con lui di ricerca e prove meccaniche eseguite quotidianamente insieme al proprio team di ricercatori.

 

Qual è l’ambito specifico della vostra ricerca?

La nostra ricerca scientifica si concentra prevalentemente sulla chirurgia del ginocchio e in particolare sull’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA). Questo tipo di intervento chirurgico è uno dei più eseguiti ogni anno nel mondo in ambito ortopedico poiché la lesione del LCA, in particolare negli sportivi, è un infortunio altrettanto frequente.

Gli obiettivi della nostra ricerca vanno da studi di laboratorio, nei quali testiamo su modello animale le tecniche chirurgiche da un punto di vista biomeccanico, fino a studi clinici nei quali valutiamo i risultati degli interventi a un lungo follow-up.

 

Quali prove eseguite e con quali macchine? Quali provini utilizzate? 

La gran parte delle prove che abbiamo eseguito negli anni nel nostro laboratorio utilizzando la macchina Zwick Z010 sono prove di trazione per valutare la resistenza e la rigidità di mezzi di sintesi utilizzati nella ricostruzione del LCA.

Solitamente utilizziamo modelli animali, ad esempio ginocchia di maiale e tendini bovini, ed eseguiamo prove di trazione a carico ciclico costante o incrementale e prove di carico massimo di rottura.

I provini vengono preparati eseguendo l’intervento chirurgico come in sala operatoria, poi montati sulla macchina e sottoposti alla prova di carico.

Descriverebbe la prova effettuata a una persona “non addetta ai lavori”?

Tutti gli interventi di ricostruzione del LCA si basano sulla trasposizione all’interno dell’articolazione di un trapianto che sostituisce il LCA. Questo trapianto, solitamente un tendine dello stesso paziente, viene passato attraverso dei fori ossei sul femore e sulla tibia e fissato da entrambe le parti con dei mezzi di sintesi di diverso design e diversa azione meccanica.

L’intervento è un trapianto di tessuto autologo che necessita di tempi biologici di integrazione, quindi i mezzi di sintesi garantiscono la tenuta del sistema nei primi mesi post-operatori e devono presentare dei livelli minimi garantiti di resistenza e rigidità per permettere al paziente di camminare, muovere il ginocchio e fare fisioterapia senza il rischio di fallimento strutturale dell’impianto.

Per semplificare: un ginocchio di maiale viene operato di ricostruzione del LCA utilizzando le stesse tecniche che vengono utilizzate in sala operatoria, viene poi montato sulla macchina e sottoposto a un carico ciclico che riproduce la camminata o la corsa e poi a un carico di rottura che riproduce un trauma importante. Valutiamo così se i mezzi testati sono in grado di rispondere a questi stimoli in maniera adeguata e sicura per il paziente.

 

– Ad oggi, quali sono le evidenze emerse dai suoi studi? 

I nostri risultati ci hanno portato alla conclusione che tutti i mezzi di sintesi per ricostruire il LCA sono sufficientemente sicuri; la grande novità rispetto al passato è che oggi ci sono mezzi di sintesi che permettono di eseguire tecniche mini invasive pur con ottime caratteristiche di resistenza e rigidità.

 

prove materiali zwick roell medicale legamento crociato

– Quali sono le sfide principali a cui deve far fronte quotidianamente?

Nel nostro ambito di ricerca le sfide che affrontiamo sono purtroppo di natura organizzativa per la mancanza di fondi, di laboratori e personale dedicato. In una attività come la nostra avremmo bisogno di più figure come il medico, il ricercatore, l’ingegnere, lo statistico, il biologo, in modo da poter sfruttare al massimo le nostre conoscenze e trasformale in progetti di ricerca adeguati al panorama internazionale.

 

L’offerta Zwick comprende soluzioni uniche/particolari che, in base alle vostre esigenze, si sono rivelate particolarmente rilevanti?

Personalmente sono molto legato alla vostra azienda perché ho iniziato a lavorare con la vostra macchina durante la tesi di laurea e da allora è stata un aiuto costante alla mia attività di ricerca per ormai quasi 20 anni. Ho trovato persone splendide e molto disponibili, un servizio sempre attento alle nostre esigenze e richieste. In particolare vorrei ringraziare Paolo Sacchetti, che conosco ormai da 20 anni ed è diventato negli anni un amico, perché credo che le persone siano la soluzione migliore che un’aziende ci possa mettere a disposizione.