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A cura di Tania Pesalovo

Dal 30 marzo al 4 aprile, l’Istituto Alti Studi di Lucca ha ospitato il Colloquium 575 Euromech, dedicato a studiosi internazionali di meccanica teorica e applicata di cui Zwick Roell è stata sponsor. Abbiamo intervistato il Professor Paggi, docente di Scienza delle Costruzioni presso IMT e direttore dell’unità di ricerca MUSAM sulla modellazione multi-scala dei materiali nonché organizzatore dell’evento.

– Buongiorno Professor Paggi,  i Colloquia EUROMECH della European Mechanics Association si prefiggono di mettere in contatto ricercatori che lavorano su tematiche emergenti o considerate di spiccata rilevanza a livello internazionale. Il problema del contatto tra solidi è un tema classico dell’ingegneria meccanica: sotto quali forme ritiene che ci sia ancora spazio di innovazione in questa disciplina?

La meccanica del contatto è una disciplina che ha senz’altro radici storicamente importanti, specialmente in ingegneria meccanica. Tuttavia non si deve dimenticare che il contatto tra corpi è essenziale in molti campi della fisica e dell’ingegneria: basti pensare al comportamento delle faglie tettoniche su scala planetaria oppure, su scala microscopica, al contatto adesivo tra cellule o tra materiali biologici. Ci sono dunque ancora molti temi aperti sia riguardanti la modellazione matematico-fisica dei fenomeni di contatto sia la loro caratterizzazione sperimentale su cui la comunità scientifica internazionale sta dibattendo.

Il Colloquio EUROMECH 575 co-organizzato dal sottoscritto e dal Prof. David Hills dell’Università di Oxford si è concentrato sulla meccanica del contatto in problemi accoppiati in multi-fisica, particolarmente complessi e di frontiera. Sulla base della nostra motivazione scientifica l’anno scorso EUROMECH aveva valutato positivamente la nostra richiesta di supportare un nuovo Colloquio nel 2015 sul tema della meccanica del contatto e siamo stati lieti di organizzare a Lucca un evento di questa portata scientifica.

– La partecipazione al Colloquio ha confermato le aspettative?

Per tradizione il format dei Colloquia EUROMECH prevede la partecipazione di 40-60 esperti internazionali provenienti dal mondo accademico e industriale. Il Colloquium EUROMECH che abbiamo organizzato ha accolto una cinquantina di partecipanti provenienti da Italia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Russia e Stati Uniti. La partecipazione è stata in linea con quella di un precedente Colloquium EUROMECH sulla meccanica del contatto tenutosi nel 2012 in Francia. Trattandosi di un convegno che punta all’eccellenza scientifica e non alla partecipazione di massa, riteniamo che l’iniziativa abbia riscosso un buon successo in linea con le aspettative.

Ritiene che il Colloquio EUROMECH 575 abbia contribuito a portare alla luce dei progressi nell’ambito della disciplina?

Certamente. Rispetto al precedente Colloquium del 2012 abbiamo riscontrato nuovi trend e problematiche che all’epoca erano affrontati solo marginalmente dalla Comunità scientifica. Mi riferisco in particolare al problema dell’interazione tra un fluido e superfici scabre, ai problemi accoppiati termo-meccanici ed elettro-meccanici che coinvolgono il contatto tra corpi e infine alla caratterizzazione di superfici funzionalizzate o di materiali stratificati o con microstruttura.

Euromech 2015 Colloquium  575 IMT Lucca_partecipanti_Zwick Roell Italia Sponsor ufficiale

I partecipanti al Colloquium 575 Euromech tenutosi a Lucca dal 30 marzo al 4 aprile 2015

Il convento di San Francesco a Lucca è senz’altro un luogo suggestivo in cui organizzare una conferenza. Qual è stata l’impressione dei partecipanti?

La sede della conferenza, campus dell’IMT, è un gioiello della città di Lucca recentemente restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Organizzare una conferenza in un luogo antico di meditazione, oggigiorno equipaggiato con laboratori informatici e sperimentali tecnologicamente all’avanguardia, è stato molto apprezzato dai partecipanti. La visita che abbiamo organizzato al laboratorio sperimentale MUSAM è stata a sua volta molto gradita. Le moderne attrezzature scientifiche quali il microscopio a scansione elettronica Zeiss dotato di stage tensile e la macchina Zwick/Roell Allround 10kN per prove meccaniche sono state particolarmente apprezzate per la possibilità di testare materiali a diverse scale di osservazione, un aspetto fondamentale per la progettazione e la caratterizzazione di materiali compositi o microstrutturati di nuova generazione.

Da novembre 2013 Lei coordina una nuova unità di ricerca dell’IMT Lucca sulla modellazione multi-scala dei materiali, portando nuove competenze all’Istituto nell’ambito della meccanica. Crede la ricerca sulla meccanica del contatto potrà avere ricadute dirette sul territorio lucchese?

Prima di trasferirmi all’IMT ho lavorato per un decennio al Politecnico di Torino, una delle principali università italiane dedita alla ricerca di eccellenza in Ingegneria e al trasferimento tecnologico.  All’IMT Lucca promuoviamo la ricerca nell’ambito dei sistemi complessi, intesi nell’accezione più ampia del termine.

Sviluppiamo modelli quantitativi di interpretazione e previsione di fenomeni catastrofici, ad esempio su come le crisi finanziarie si ripercuotono sull’economia oppure su come una falsa notizia si diffonda in internet. I materiali del futuro sono per loro definizione un sistema complesso, in cui i componenti alla varie scale di osservazione interagiscono tra di loro e portano a definire proprietà globali quali ad esempio la resistenza, la tenacità o la resilienza. Le superfici scabre sono anch’esse un esempio di sistema multi-scala e la loro caratterizzazione meccanica è un tema dall’elevato contenuto scientifico e tecnologico.

Le conoscenze che sviluppiamo con la nostra ricerca sono senz’altro di interesse per le aziende che operano sul territorio lucchese, in particolare per quanto riguarda l’ingegneria meccanica con applicazioni al settore cartario. L’IMT è fiducioso di poter contribuire con le proprie competenze e conoscenze al trasferimento tecnologico alle industrie locali, con lo scopo di accrescerne la loro competitività nazionale e internazionale.