Passare da due a tre dimensioni, dalla stampa di immagini alla stampa di oggetti:

questa è la rivoluzione della stampa 3D.

Il supporto cartaceo non è più il limite ultimo, dalla riproduzione si passa alla vera e propria creazione. Grazie ad appositi software, come ad esempio AutoCAD e OpenSCAD, si procede prima alla realizzazione del modello tridimensionale su pc, poi alla stampa vera e propria, in cui solitamente una testina in movimento deposita strato su strato il materiale prescelto (dai polimeri ai metalli, ma anche ceramica, carta e perfino cibo), in un processo additivo.

stampante 3d

La stampa 3D riuscirà a rivoluzionare il mondo della salute?

La conversione di un modello 3D virtuale in un oggetto fisico porta con sé numerosi vantaggi, basti pensare alla versatilità e ai differenti prototipi e oggetti finiti ottenibili con una sola stampante, senza contare la riduzione degli scarti, il tutto a prezzi accessibili anche a piccoli artigiani.

E se la stampa 3D rivoluzionasse anche il nostro mondo della salute?

Con Osteoid, progetto del designer turco Deniz Karashin, potremmo forse dire addio al vecchio e pesante gesso per le fratture. Primo classificato al concorso A’Design Award and Competition, Osteoid è una sorta di guanto a tela di ragno realizzato in nylon proprio con la stampa 3D.

Impermeabilità e traspiranza, uniti a una totale personalizzazione a partire dai dati clinici del paziente, permettono di avere una soluzione che garantisce tempi di guarigione più rapidi rispetto al gesso tradizionale.

Il tutore stampato in 3D, infatti, deve essere usato in combinazione con un generatore di ultrasuoni a bassa intensità (LIPUS):

osteoid gesso stampa 3d

Osteoid, il prototipo di gesso stampato in 3D: traspirante e impermeabile, riduce sino al 38% il tempo di guarigione tradizionale delle fratture

con sessioni giornaliere di soli venti minuti, i tempi di guarigione possono essere ridotti sino al 38%.

Questo tipo di stimolazione per agire propriamente necessita di un contatto diretto con la pelle del paziente, soluzione davvero difficoltosa da applicare nel caso si indossi il gesso tradizionale.

Osteoid è composto da due parti che si adattano all’arto con un semplice incastro realizzate in ABS, un polimero termoplastico completamente riciclabile. La fonte di ispirazione del designer turco Deniz Karashin? Proprio il tessuto osseo spugnoso, le cui stutture intrecciate formano diverse cavità interconnesse.

Potremo dire addio a problemi di igiene e prurito legati al gesso tradizionale? Al momento Osteoid è ancora nella fase iniziale di brevetto… come direbbero gli inglesi “break a leg”! 😉