Si scrive Uptitude, si legge innovazione e passione.

Ermanno Zannella e Filippo Irdi insieme hanno meno di sessantanni. Segni particolari? Creano occhiali da sole a partire da vecchi sci e tavole da snowboard, una passione all’unisono che li ha portati a sperimentare sui materiali per creare accessori dal design accattivante, con attenzione particolare all’ambiente nel nome dell’upcycling, il riciclo creativo grazie a cui i materiali ottengono una nuova vita.

Abbiamo parlato con Filippo di esordi, scenari attuali e progetti futuri.

 

– Uptitude in tre parole. Chi si cela dietro questo nome?

Upcycling attitude.
Due vanno bene, no?

Dietro a questo nome ci siamo io ed Ermanno

– Occhiali da sole a partire da vecchi sci e snowboard. Se non sbaglio, Filippo, tutto è nato in una cantina a Malè, alla ricerca di materiali con cui provare a ricreare degli occhiali in legno. Come e dove si incontrano un designer e un giurista? Quali sono stati i passi fondamentali dell’avventura Uptitude?

Non sbagli. L’idea nasce a Malè “giocando ” con una fresa cnc costruita a mano.

Ermanno, dopo aver costruito il primo paio di occhiali da sole, capisce che il progetto può andare oltre la costruzione di un prototipo e decide di scegliere come argomento della tesi di laurea la dualità tra tecnologia e lavoro artigianale.

Nasce tutto nella Libera Universitá di Bolzano che supporta Ermanno fino a quando lui non si laurea. Una volta laureato cerca un laboratorio in Italia per migliorare il prototipo e renderlo vendibile. Dopo l’ennesima porta chiusa in faccia, decide di andare in Austria dove incontra Steven Grüber e Wolfgang Nyvelt. I due ragazzi mandano avanti una produzione di tavole da snowboard (Äsmo GmbH). Steven e Wolfgang hanno una fresa a controllo numerico e permettono ad Ermanno di utilizzarla. Il prezzo è conveniente rispetto agli standard Italiani. Una cassa di birre a settimana da bere tutti insieme.

Io (Filippo) mi trasferisco in Austria dopo l’università perché la mia passione per lo snowboard e la montagna superano di molto le prospettive di lavorare in abito legale.

Trovo lavoro nella Zillertal in Tirolo, per una società che costruisce snowpark e cercando una stanza da affittare incontro Ermanno.

Dopo poco cominciamo a lavorare insieme al progetto, pensando di unire un prodotto di design e un’identità legata agli sport all’aperto, al ricliclo e al riutilizzo di materiali di scarto.

Tutto il percorso che abbiamo fatto, e che stiamo ancora facendo, non è stato facile.

uptitude_occhiali da sole da tavole snowboard_lavorazione

Una delle fasi di lavorazione che portano alla nascita delgi occhiali da sole Uptitude

Imparare ad usare una fresa a controllo numerico, trasferirsi in Austria, costruire i primi prototipi con degli strumenti da falegname e non da ottico, mantenersi con due lavori, superare i venditori al dettaglio (che non collaborano spesso) rapportarsi con investitori  ed esternalizzare la produzione sono stati tutti passi difficili.

Tutto questo è stato una passeggiata confronto alla prototipazione. Passare da un prodotto amatoriale ad uno decente ad uno buono è stato decisamente il passo più difficile. Ed abbiamo appena cominciato.

– Hack the Expo: terzi classificati, sul podio. Ci raccontate come è andata questa esperienza? Qual è stata la parte più difficile? Altri progetti secondo voi degni di nota?

Hack the Expo è stato molto interessante, siamo andati li con poche aspettative, e sinceramente più per farci conoscere che per arrivare sul podio. Il risultato è stato buono quindi meglio cosi.

Un progetto assolutamente degno di nota è Meg. Una serra automatizzata che funziona utilizzando Arduinio.

Un progetto open source davvero interessante.

La serra permette di coltivare qualunque tipo di pianta con il minimo consumo di energia e le dimensioni sono quelle di un piccolo frigo.

– Come nasce un paio di occhiali Uptitude? Vi occupate dell’intero processo dal design alla realizzazione al packaging o alcune fasi sono esternalizzate?

Il procedimento comincia con la raccolta del materiale.

uptitude_occhiali da sole da tavole snowboard_lavorazione

Uptitude: Upcycling Attitude

La fase di taglio e lavorazione sono esternalizzate da diversi mesi. Per otto mesi l’abbiamo fatta noi, poi ci siamo scontrati con dei problemi che senza le macchine giuste  non si potevano superare.

– Quali sono i materiali con cui vengono realizzati sci e tavole da snowboard? Avete dovuto affrontare sfide specifiche poste dalle proprietà degli stessi, alla reperibilità etc.?

Nelle tavole da snowboard in genere il materile principale è il legno. A volte è una schiuma solida, in quei rari e fortunati casi il procedimento di taglio e di rifinitura è molto piú facile.

La difficoltà piu grande è che prima di tagliare una tavola non sappiamo cosa c’è dentro. A meno che non ne abbiamo già tagliato un modello uguale.

I diversi materiali hanno proprietà diverse e regiscono in modi diversi a calore pressioni etc. Ora di tavole ne abbiamo tagliate parecchie e anche se non possiamo sapere come si comporterà un materiale precisamente  possiamo farci un’idea abbastanza precisa.

uptitude eyewear

Un modello degli occhiali da sole Uptitude

Spesso da pessime tavole escono ottimi occhiali e viceversa.

La reperibilità  è stato un ostacolo, ora che il progetto ha attirato qualche attenzione diventa sempre più facile trovare chi è disposto a fornirci i materiali.

– Abbiamo messo alla prova le vostre materie prime a Genova; nello specifico abbiamo sottoposto alcuni campioni provenienti da diversi sci e  snowboard a prove di trazione e flessione.
Rispetto all’acetato di cellulosa, materiale con cui di solito vengono realizzati gli occhiali da sole, i vostri materiali hanno un modulo elastico di quasi cinque volte superiore e un allungamento a rottura di gran lunga inferiore.
I materiali di realizzazione sono multistrato, state pensando a modifiche da apportare, magari ad esempio riducendo gli strati?
Quanto pesa attualmente un paio di occhiali Uptitude?

macchine di prova materiali zwick roell_prove su occhiali uptitude

I materiali degli occhiali Uptitude messi alla prova con la macchina Zwick 0.5

Stiamo facendo diverse prove, gli occhiali sono molto leggeri rispetto alla media. Pesano meno di 20 grammi, aggiungere o togliere una strato rimane una questione di resistenza e di estetica.

Cerchiamo di ridurre il più possibile i materiali con un comportamento incerto.

– Più che un brand, definirei Uptitude una vera e propria filosofia di vita, sbaglio? Ciò che colpisce è l’attenzione e la cura a tutto tondo, a partire dal logo che trovo davvero di impatto. Avete in mente di sviluppare ulteriori prodotti? Come è nata e come sta procedendo la collaborazione coi ragazzi di Äsmo?

Uptitude è il nostro brand e naturalmente le grafiche, le foto e l’immagine a cui lo vogliamo legare  rispecchiano  le nostre passioni. Siamo contenti di essere riusciti a trasmetterlo.

Abbiamo in mente moltissimi prodotti da sviluppare, e siamo curiosi di sperimentare con nuovi materiali. Prima però abbiamo l’esigenza di far funzionare questo come si deve.

Noi e i ragazzi Äsmo condividiamo gli stessi spazi di lavoro e quindi alcuni problemi nostri e loro si affrontano insieme. Loro hanno una conoscienza dei materiali usati per fare tavole vastissima, un’officina molto attrezzata e sono anche parecchio simpatici!

– Se ciascuno di voi dovesse scegliere la sua maggiore fonte di ispirazione/una persona che ritiene abbia cambiato il suo approccio alla creazione o, più semplicemente, alla vita, la scelta ricadrebbe su…

(Filippo) Tutte le persone che abbiamo incontrato hanno in qualche modo influenzato il nostro percorso. Sicuramente la passione per lo snowboard è ció che mi ha reso in grado di lasciare da parte la laurea e partire. La più grande fonte di ispirazione è l’ambiente che gravita intorno agli sport da freestyle.

(Ermanno) Il concept aziendale e l’azienda di riferimento per me sono arrivati da Freitag. Il libro Freitag Out of The Bag è stato un punto di riferimento in questo percorso.

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