Se il venti luglio 1969 le parole di Neil Armstrong, pochi secondi dopo l’allunaggio, sono state: “Houston, qui Base Tranquillità. L’Aquila è atterrata”, ventidue anni dopo John Lack ha esordito con: “Signore e signori…rock and roll” proprio sullo sfondo del lancio dell’Apollo 11. Il primo agosto 1981 il sipario di MTV, emittente destinata a diventare il canale videomusicale per eccellenza, si apre in Nord America; sulla scena il duo britannico The Buggles con quello che è entrato nell’immaginario collettivo quale primo videoclip della storia: Video Killed the Radio Star.

Eppure possiamo trovare antenati illustri di questi brevi filmati associati a una canzone già a partire dall’Ottocento. Dalla teorizzazione di Wagner dell’opera d’arte totale, con l’idea di fondere nel teatro il testo drammatico, il linguaggio musicale e l’azione scenica, passando per il cortometraggio Experimental Sound Film di William K.L. Dickson, uno dei primi esperimenti di sonorizzazione pensato per la dimostrazione del kinetoscopio, antesignano del proiettore cinematografico, sino ad arrivare ai jazz-film e i jazz-tones degli anni Venti, filmati proiettati durante gli intervalli nelle sale cinematografiche dell’epoca che mostravano sia i musicisti impegnati nella loro performance sia diverse coreografie di ballerini o attori.

La sperimentazione audiovisiva, negli anni seguenti, si è concentrata sulla sincronizzazione tra il ritmo musicale e quello delle immagini. Le tappe salienti della videomusica?
Senz’altro i cosiddetti soundies americani, mini film in bianco e nero visionabili negli American Bar grazie ai Panoram Soundiesapparecchiature simili ai juke-box con un piccolo schermo da cui traggono ispirazione il Cinebox italiano e lo Scopitone francese degli anni Sessanta, video-jukebox con immagini a colori e la possibilità di selezionare a pagamento il singolo clip preferito, la caratteristica esperienza italiana di Carosello e la nascita delle prime trasmissioni musicali in Gran Bretagna, come Hit Parade (1952), Six-Five Special (1957), Ready Steady Go! (1963) e soprattutto Top of the Pops (1964). L’immaginario divistico delle generazioni postbelliche ruota attorno anche ai lungometraggi dedicati alla nascente scena del rock and roll (un nome su tutti: Elvis Presley) e ai film dei Beatles quali A Hard Day’s Night (1964), Help (1965) e Magical Mystery Tour (1967). Negli anni del boom economico, la potenzialità del consumo giovanile non passa inosservata nemmeno in Italia: i musicarelli, linea d’incontro tra il musical rock anglosassone di derivazione hollywoodiana e la commedia all’italiana, raggiungono il massimo fulgore.

Se il decennio successivo è caratterizzato da una forte crescita del mercato discografico a livello mondiale, con uno spazio sempre maggiore dedicato alla musica in televisione, sia nelle trasmissioni basate sulle classifiche di vendita dei dischi sia nelle sit-com come The Monkees, nel 1981 i toni epici dello sbarco sulla Luna inaugurano le trasmissioni di MTV.

Quasi trentacinque anni dopo, lo scenario è mutato con la diffusione su larga scala di internet, di canali esplicitamente dedicati alla “musica da vedere”, basti pensare a YouTube e Vimeo, e degli smartphone.

La musica dilaga ormai sullo schermo, cosa succede quando entra nei laboratori?

Nascono videoclip in cui robot prendono vita in sincronia coi passaggi musicali, come nel caso di All is full of love della cantante islandese Björk, entriamo in una fabbrica di semiconduttori e seguiamo l’assemblaggio dei chip a ritmo di elettronica con The Postal Service o ci immergiamo nelle atmosfere oniriche letteralmente attraverso le “lenti di un microscopio” con gli Yeasayer, proprio nel laboratorio dove nel diciasettesimo secolo il naturalista olandese Antoine van Leeuwenhoek sviluppò un prototipo dell’ormai diffusissimo strumento ottico.

E Zwick Roell? Ha messo in musica le macchine di prova.

Unendo i diversi suoni prodotti durante le prove su metalli, cibo, carta, prodotti biomedicali e tanto altro, il risultato è un vero e proprio pezzo di elettronica: ascoltare per credere!